MASSAGGIO SONORO CON LE CAMPANE TIBETANE METODO  PETER HESS

In principio era il suono,perché il Verbo si esplica nel suono, che si propaga e tutto pervade. Da oltre 5000 anni i popoli Himalayani conoscono il potere benefico delle vibrazioni sonore. Si credeva che l’essere umano fosse sorto dal suono e che quindi fosse anch’esso suono. Come la vibrazione sonora increspa in modo armonico la superficie di uno specchio d’acqua, così allo stesso modo massaggia dolcemente le cellule del nostro corpo composto perlopiù di acqua.

Il suono delle Campane Tibetane ci tocca profondamente, scioglie le tensioni, mobilita le forze rigeneranti e stimola l’energia creativa. Durante una seduta di massaggio sonoro l’atmosfera si fa tranquilla e sicura, stress, paure, preoccupazioni e dubbi si allentano e piano si lasciano andare. Migliora la consapevolezza del nostro corpo e dei nostri bisogni. I pensieri incessanti si quietano e l’anima trova spazio per spiegarsi. E ancora…

Il massaggio sonoro ci regala un profondo rilassamento, il cervello genera onde alfa, ci accompagna ad uno stato meditativo in cui la nostra anima danzante può incontrare il nostro Dio interiore.

 

Sono una sociologa con master di specializzazione in risorse umane e di questo mi occupo principalmente, mi formo successivamente in counselor  frequentando un Master Triennale in Counseling Integrato ed iscrizione all’albo Europeo e relativa formazione continua. Ho sempre avuto una propensione verso gli altri e piano piano il mio percorso mi ha permesso di entrare in contatto con diverse realtà relative al disagio in cui ho sperimentato me stessa a livello pratico.  

L’empatia, l’accoglienza, l’ascolto dell’altro sono fondamentali per percorrere il cammino per arrivare al benessere della persona, questo rispecchia me stessa e la passione che metto nel lavoro. Rispettare l’altro e avere consapevolezza della sua centralità, sono punti mlto importanti per me,  in quanto il soggetto si pone nelle mani di un consulente nei suoi momenti di debolezza e dolore.
La mia formazione continua, sia nel senso di aggiornamento continuo, per cui divento counselor professionale, sia per mia indole che mi porta sempre ad essere una curiosa e una studiosa. 
Comprendo che oltre la parola vi è il corpo, nel senso olistico del termine: l'individuo è mente, corpo e spirito. L'esperienza, gli studi ulteriori mi fanno comprendere quanto il corpo sia importante e invece quanto poco lo si ascolta nei suoi messaggi che invia a livello di dolore fisico. Da qui la psicosomatica:  branca della medicina che si occupa nello specifico di rilevare e capire il peso che l’emozione esercita sul corpo; in effetti l’ansia, la sofferenza, le emozioni troppo dolorose per poter essere vissute e sentite, trovano una via di scarico immediata nel soma (disturbo).  Da qui la mia specializzazione a Bologna nel massaggio psicosomatico.  Ho il primo livello di Reiki. Mi sono anche specializzata nel massaggio californiano, head massagge (massaggio alla testa), e consulenza sull'utilizzo dei fiori di Bach.

Dott.ssa Natalina Perticaroli
Counselor Marche

I GRUPPI DI CRESCITA ATTRAVERSO IL  COUNSELING ESPRESSIVO

I Gruppi di Crescita sono costituiti da un numero limitato di persone (5-10) all’interno dei quali si favorisce il confronto delle esperienze in un clima non giudicante e di parità tra i componenti che ne traggono degli stimoli per una propria esplorazione, per un proprio miglioramento e/o cambiamento.

Una delle tecniche che utilizzo nei gruppi di crescita è il counseling espressivo.

Lo scopo del counseling espressivo e’ aiutare le persone ad esplorare, esprimere e comprendere le proprie emozioni attraverso modalita’ che stimolano a pensare e ad agire in maniera piu’ creativa ed efficace, si pone quindi l’accento sul fare nel suo legame con l’essere; “un’attività spesso ludica e sorridente ma che, mano nella mano, permette al counselor di accompagnare la persona alla scoperta di sè stessa: è un viaggio talora pauroso ed impegnativo, ma nel contempo affascinante e divertente”. L’esperienza del singolo diviene patrimonio del gruppo, che a sua volta risponde con il feedback, proponendo nuove prospettive di lettura della propria problematica.

E’ un’area di intervento che utilizza il fare artistico/creativo e se ne possono riassumere i fattori terapeutici in: creatività, comunicazione, contenimento, catarsi, cambiamento.  Lo sperimentarsi e l’agire nel gruppo è possibile attraverso le diverse forme che l’arte ci offre: le arti visive, la scrittura creativa, il teatro, la musica, la danza, che ovviamente si possono utilizzare anche in combinazione tra loro.

Una tecnica da me particolarmente usata è il disegno: tradurre i sentimenti in immagini piuttosto che in parole viene sentito come meno pericoloso e l’immagine visiva può chiarire il problema interiore. In effetti spesso  se viene posta una domanda su un sentimento, o in generale sulla  vita emozionale, capita spesso di trovare risposte del tipo “non so” o la persona rimane sulla difensiva o si chiude in sè stessa.

Il disegno  è espressione diretta dell’attività inconscia, che emerge attraverso gli automatismi, esprimendosi indipendentemente da qualsiasi controllo della ragione.

Non è importante il come viene fatto il disegno, nel senso se so disegnare o meno, ma è il cogliere l’espressione, l’emozione che vi è dietro il disegno.

Attraverso il counseling espressivo,  il disegno, e gli esercizi guidati si puo’ imparare a:

  • Esplorare, esprimere e comunicare i propri sentimenti;
  • Chiarire e identificare i propri sentimenti;
  • Contenere o liberare l’energia emozionale;
  • Trovare nuovi modi di pensare ai sentimenti;
  • Sperimentare modi nuovi di affrontare i propri sentimenti;
  •  Si impara ad utilizzare le proprie capacita’ creative ed immaginative per risolvere i problemi anziche’ affrontarli con angosce e fantasie irrazionali.

 Il punto e’ sul senso di responsabilita’ di sè stessi e non sugli altri, a non sentirsi sempre vittime passive ma divenire responsabili della vita attivamente.

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