ASSOCIAZIONE

“IL GIARDINO DELLE EMOZIONI”

 

TITOLO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Costituzione, sede, scopi e disposizioni generali.

Art. 1 E’ costituita l’Associazione Socio Culturale senza scopo di lucro denominata:

“Il  Giardino delle Emozioni”, la sua sede sociale è sita in Serra dè Conti (An), Via Colle Ravara n. 30 – 60030 codice fiscale 91027960425, ma può istituire uffici e rappresentanze anche in altre località;

Art. 2  L’Associazione non ha fini di lucro ed è estranea ad ogni differenziazione politica, culturale, religiosa ed etnica;

Art. 3  L’Associazione può aderire, con delibera da adottarsi dall’Assemblea Generale, ad altre associazioni od enti quando ciò torni utile al conseguimento dei fini sociali. Essa dovrà, comunque, mantenere la più completa indipendenza nei confronti degli organi di governo, delle aziende pubbliche e private, delle organizzazioni sindacali;

Art. 4  L’Associazione ha come scopo sociale la promozione del benessere della persona ed iniziative culturali, la promozione di corsi culturali, conferenze e corsi informativi per la conoscenza del sé. Realizzazione di gruppi di discussione  per intraprendere iniziative, proporre argomenti, realizzare ricerche o semplicemente confrontarsi sui temi in questione proposti di volta in volta. Tematiche: formazione alternativa, crescita personale, counseling (mediatore di conflitti), ambiente di lavoro e benessere, promozione della cultura e dell’arte, consulenza in materia di lavoro, risorse umane, ricerca sociale. Attuazione di iniziative socio educative e culturali. Guida alla visione e alla creazione di un audiovisivo, delle tecniche di costruzione, ripresa e montaggio di un’immagine e di elaborazione critica della visione filmica – il cinema inteso come specchio del proprio sé.  Tutte le iniziative potranno essere attuate tramite seminari. E’  rivolto a tutte le persone interessate ad ampliare le proprie conoscenze, ad enti, scuole, gruppi di persone.

Svolgere in genere tutte le attività che si riconoscono utili per il raggiungimento dei fini che l’associazione si propone;

Art. 5  Gli organi dell’Associazione sono:

-          l’Assemblea dei Soci;

-          il Presidente;

-          il Consiglio Direttivo;

Art. 6  L’Associazione provvede al conseguimento dei suoi fini con i contributi dei Soci, con le entrate conseguite tramite l’organizzazione delle varie iniziative,  tramite la raccolta di fondi devoluti da Enti e persone fisiche e/o giuridiche, e alle quote sociali. Nella misura stabilita annualmente dal Consiglio Direttivo;

Art. 7  L’Associazione dispone di un capitale sociale di Euro 300,00 versato dai soci fondatori al momento della costituzione;

Art. 8  L’esercizio finanziario coincide con l’anno solare. Il bilancio consuntivo insieme alla relazione del Consiglio Direttivo, deve essere approvato dall’Assemblea totalitaria degli associati;

Art. 9  Gli eventuali avanzi di gestione, dedotta una quota per la costituzione di un

fondo di riserva, dovranno essere destinati a riserve,  e nulla potrà essere distribuito

 

tra i Soci;

Art.10 In caso di scioglimento il patrimonio sarà devoluto ad altra associazione avente le stesse finalità.

TITOLO II

I SOCI

Art. 1  Possono far parte dell’Associazione le persone fisiche e quelle giuridiche che siano interessate all’attività dell’Associazione stessa;

Art. 2  Ogni socio, per consapevole accettazione, assume l’obbligo di osservare lo Statuto, il regolamento interno;

Art. 3  Il socio che intenda recedere dall’Associazione deve darne comunicazione scritta con lettera raccomandata entro tre mesi dallo scadere del periodo di tempo per il quale è associato direttamente al Presidente;

Art. 4  I soci, al momento in cui presentano domanda di iscrizione, sono tenuti a versare un contributo annuo nella misura e con le modalità che verranno stabilite di anno in anno dal Consiglio Direttivo. Sulla domanda di iscrizione decide, in modo inappellabile il Consiglio Direttivo;

Art. 5  L’esclusione di un socio per gravi motivi deve essere deliberato dal Consiglio Direttivo a maggioranza assoluta e ratificata dall’Assemblea dei Soci;

Art. 6  Tutti i soci hanno gli stessi diritti, tra cui quello di intervenire all’Assemblea generale con diritto di voto, sempre che siano in regola con i pagamenti delle quote. Tutti i soci possono partecipare alle attività sociali.

TITOLO III

L’ASSEMBLEA DEI SOCI

Art. 1  L’Assemblea dei Soci è il massimo organo dell’Associazione. Essa delibera  soltanto sugli argomenti posti all’ordine del giorno in occasione della sua convocazione;

Art. 2  L’Assemblea dei Soci si riunisce, in seduta ordinaria, una volta all’anno entro il trenta del mese di aprile in forma collegiale per l’approvazione del bilancio consuntivo (costituito da rendiconto economico e finanziario) e della relazione del Consiglio Direttivo. E per l’elezione del Presidente, del Vicepresidente e dei Consiglieri per quattro anni;

Art. 3  L’Assemblea si riunisce in seduta straordinaria, su convocazione del Presidente, quando il Consiglio Direttivo, quando lo ritenga necessario o su richiesta scritta e motivata di almeno un terzo dei soci, oppure per deliberare su proposte di modifica dello Statuto e sullo scioglimento dell’Associazione e sulla nomina degli organi direttivi o su altri adempimenti di rilievo;

Art. 4  L’Assemblea dei Soci deve essere indetta dal Consiglio Direttivo e convocata a cura del Presidente, la convocazione deve essere inoltrata almeno venti giorni prima della data fissata e deve contenere oltre che l’ordine del giorno anche la data, l’ora e il luogo di svolgimento;

Art. 5  All’Assemblea  dei Soci partecipano di diritto il Presidente, il Consiglio Direttivo e tutti i Soci in regola con il pagamento della quota di associazione.  Ciascun socio potrà rappresentare uno o più altri soci purchè munito di regolare delega scritta;

Art. 6  L’Assemblea dei Soci è validamente costituita in prima convocazione grazie alla presenza di almeno metà dei soci. Non raggiungendo questo numero di voti, la sessione è rimandata a non più di trenta giorni dalla prima convocazione; nella  seconda convocazione l’assemblea sarà valida qualsiasi sia il numero dei soci presenti. La data di questa sessione può essere fissata nello stesso avviso di

convocazione della prima. Le deliberazioni dell’Assemblea sono valide se prese a maggioranza dei voti espressi al momento della votazione esclusi gli astenuti;

Art. 7  L’Assemblea, all’inizio di ogni sessione, elegge tra i soci presenti un presidente ed un segretario. Il segretario provvede a redigere i verbali delle deliberazioni dell’assemblea. I verbali devono essere sottoscritti dal presidente dell’assemblea, dal segretario e dagli scrutatori qualora vi siano votazioni.

TITOLO IV

IL PRESIDENTE

Art. 1  Il Presidente rappresenta legalmente l’Associazione nei rapporti con i terzi e presiede l’Assemblea dei Soci e il Consiglio Direttivo;

Art. 2  Il Presidente resta in carica quattro anni. Alla scadenza viene eletto dall’Assemblea dei Soci a maggioranza assoluta. Qualora la maggioranza assoluta non si raggiunga il Decano del Consiglio Direttivo provvederà a seconda convocazione, da tenersi entro un mese, nella quale il nuovo Presidente sarà eletto ma maggioranza semplice;

Art. 3  Il Presidente provvede alla direzione, alla gestione e all’organizzazione dell’Associazione in conformità con le delibere dell’Assemblea dei Soci e del Collegio Direttivo;

Art. 4  In caso di estrema urgenza e necessità, il Presidente può provvedere su materie di competenza del Consiglio Direttivo, salvo sottoporre le sue decisioni alla ratifica del Consiglio nella prima riunione possibile e, comunque, entro e non oltre novanta giorni dall’emissione dei provvedimenti;

Art. 5  Il Presidente a tutti i poteri necessari per trattar con Enti Pubblici e Privati, compresi gli Istituti Bancari, e può delegare in tutto o in parte i suoi poteri al vicepresidente o ad altra persona di sua fiducia.

TITOLO V

IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Art. 1  Il Consiglio Direttivo è composto dal Presidente, che lo presiede, dal Vice Presidente e da un Consigliere. Il Vicepresidente è eletto, su proposta del Presidente, dal Consiglio Direttivo tra i propri componenti;

Art. 2  Il Consiglio Direttivo resta in carica quattro anni ed i suoi membri possono essere rieletti. Alla scadenza, viene eletto dall’Assemblea dei Soci, a maggioranza assoluta. Qualora la maggioranza assoluta non si raggiunga, il decano del Consiglio Direttivo provvederà ad una seconda Convocazione, da tenersi entro un mese, nella quale il nuovo Consiglio sarà eletto a maggioranza semplice.

Art. 3  In caso di dimissioni o indisponibilità di uno o più membri del Consiglio Direttivo, lo stesso Consiglio provvede, per cooptazione, a nominare nuovi membri, scegliendoli tra i Soci, fino a ristabilire il numero di tre. I Consiglieri cooptati restano in carica fino alle successive elezioni. Non può essere nominato Presidente o Vice Presidente che sia stato cooptato nel consiglio senza essere stato regolarmente eletto dall’Assemblea dei Soci. La carica di consigliere è gratuita.

Art. 4  Il Consiglio Direttivo è investito di ogni potere per decidere sulle iniziative da assumere e sui criteri da seguire per il conseguimento e l’attuazione degli scopi dell’associazione e per la sua direzione ed amministrazione ordinaria e straordinaria.

In particolare il Consiglio:

-          fissa le direttive per l’attuazione dei compiti statutari, ne stabilisce le modalità e le responsabilità di esecuzione e controlla l’esecuzione stessa;

-          decide sugli investimenti patrimoniali;

-          stabilisce l’importo delle quote annue di associazione;

-          delibera sull’ammissione dei soci;

-          decide sull’attività e le iniziative dell’associazione e sulla sua collaborazione con i terzi;

-          approva i progetti di bilancio preventivo, rendiconto finanziario e statuto patrimoniale, da presentare all’assemblea dei soci;

-          stabilisce le prestazioni di servizi ai soci ed ai terzi e le relative norme e modalità;

-          conferisce e revoca procedure;

Art. 5  Il Consiglio Direttivo nomina nel suo seno un presidente, che dura in carica per l’intera durata del consiglio, ed un vice-presidente.  Esso si riunisce ogni volta che sia necessario, su iniziativa del presidente, in seduta ordinaria, non meno di una volta ogni tre mesi oppure, su richiesta motivata dalla maggioranza dei suoi componenti, in seduta straordinaria in qualsiasi momento;

Art. 6  Per la validità delle riunioni è richiesta la presenza della maggioranza dei suoi componenti. Le delibere sono prese a maggioranza semplice dei presenti. In caso di parità dei voti, prevale il voto del Presidente;

Art. 6 Bis Qualora nel Consiglio si producano vacanze per qualsiasi motivo, lo stesso Consiglio provvede a sostituire il Consigliere mancante. Il Consigliere così nominato resta in carica fino alla prossima Assemblea dei Soci;

Art. 7  Nei casi di dimissioni del Presidente o della maggioranza dei componenti del Consiglio Direttivo, rimane in carica temporaneamente il Presidente per espletare l’ordinaria amministrazione e per convocare l’Assemblea straordinaria dei Soci. Tale convocazione deve essere effettuata entro e non oltre sessanta giorni e deve avere luogo nei successivi trenta giorni. Nel caso di assenza definitiva del Presidente, le stesse attribuzioni vengono assunte dal Vicepresidente, per la sola ordinaria amministrazione fino al elezione di un nuovo presidente;

Art. 8 La firma e la rappresentanza legale dell’associazione di fronte a qualsiasi autorità giudiziaria e amministrativa e di fronte a terzi sono conferite al presidente.

TITOLO VI

DURATA

Art. 1  La durata dell’Associazione è illimitata, lo scioglimento può essere deliberato da almeno due terzi dei Soci. In caso di scioglimento tutti i beni costituenti l’eventuale patrimonio sociale, verranno destinati ad un’Associazione con le stesse finalità o ad un Ente di pubblica utilità scelta dall’Assemblea dei Soci.

TITOLO VII

DISPOSIZIONI GENERALI

Per tutto quanto non contemplato nel presente Statuto Sociale vigono le norme stabilite dal Codice Civile Italiano.

 

Approvato dall’Assemblea dei Soci nella seduta del 02 gennaio 2007

 

…..Avere o Essere ….

 È il titolo di un libro di Eric Fromm (psicanalista e sociologo tedesco), benché sia un testo del 1977 lo trovo estremamente attuale; l’ho rispolverato recentemente e riletto e mi ha portato a fare queste disquisizioni mentali da condividere: rapportato ad oggi noi siamo più nell’avere o nell’essere………..naturalmente è da troppi anni ormai che l’individuo si trova, nel pieno del boom economico e conseguentemente nell’era del “voler avere”, dei desideri materiali che devono essere soddisfatti e fino ad ora questo è stato soddisfatto ma soddisfatto lo è il venditore, noi ci sentiamo sempre vuoti….Non è obbligatorio essere individuati in “avere” o “essere” ma quale parte ci rappresenta meglio? Soprattutto nel mio lavoro dove per me la parte dell’ ”essere” rappresenta il fulcro dell’individuo; mi trovo sempre a domandarmi quale parte sia prevalente nella persona che ho di fronte…..mi spiego meglio………..se una persona sente il mal di vivere, del disagio, sente che qualcosa non va e decide di prendere in mano la sua vita, di rivolgersi ad un figura (counselor, psicologo, psicoterapeuta ..) che lo aiuti nel suo percorso, inizialmente confusionario, per una ricerca, mi auguro del proprio benessere, la suddetta persona ricerca l’ “avere” o l’ “essere”?  La ricerca dell’avere comporta l’acquisizione di un servizio: io pago e voglio un determinato riscontro o meglio io mi rivolgo ad una figura competente che richiede del denaro e conseguentemente io voglio il benessere quindi acquisto il mio benessere.

Diversa è la ricerca dell’essere: io mi rivolgo ad una figura competente e nel mio rivolgermi vi è il desiderio di riconquistare il mio benessere;  ciò comporta mettersi in discussione, lavorare insieme alla figura scelta per poter attivare o consapevolizzare le  risorse; sono io che attivo, con la mia personalità il cambiamento per riprendermi la vita e soprattutto ricercare la mia identità. Quindi tu sei nell’avere o nell’essere? E quanto sei disposto a sacrificare dell’avere per essere….Te stesso?

attivare il sistema simpatico (attivante – aumento ritmo cardiaco, tensione arteriosa, respirazione più veloce) e parasimpatico (rilassante – rallentamento battito cardiaco, della respirazione, salivazione e attività gastrointestinali) cioè ogni individuo alterna queste fasi. Quindi attività e dispendio di energia devono essere seguite da riposo e recupero. Anche le emozioni positive e negative sono connesse ai due sistemi; carico e scarico.
Se invece le emozioni vengono trattenute, conseguentemente i due sistemi non si alternano in sequenza ma procedono contemporaneamente possono comparire problemi emotivi e psicosomatici. L’inibizione all’azione dell’uomo, gli impedisce di procedere in quanto sa che è inutile e pericolosa ma questo meccanismo nel tempo crea una serie di alterazioni organiche che si riflettono sulla sfera emotiva con conseguenza del disturbo psicosomatico.

Alexander Lowen (bioenergetica) sviluppa come mente e corpo si influenzano reciprocamente. A livello inconscio profondo sia il pensare che il sentire sono condizionati da fattori energetici (fasi che si alternano dal sistema simpatico e parasimpatico); se l’individuo si trova in una sola fase inibisce la sua azione quindi compaiono problemi psicosomatici. Esempio in una persona depressa è quasi impossibile con pensieri ottimistici far uscire la stessa dal suo stato; in quanto manca del suo aspetto energetico (vedasi atteggiamento della persona depressa, dorme, non si alza non si cura) quindi siamo nella fase solamente del sistema parasimpatico. Per fare in modo che la curva riprenda il suo funzionamento, noi dobbiamo riattivare i due processi simpatico e parasimpatico. Quindi riattivando il suo livello energetico tramite la respirazione profonda, e la liberazione del sentire, allora la persona esce dal suo stato depressivo. Quindi respirazione, trattamenti attraverso il massaggio servono per attivare la parte non attiva a riprendere contatto con il corpo e quindi con il sentire emotivo; bloccati per lungo tempo in un sintomo somatico; il massaggio serve per stimolar la pelle in modo tale che si ribilanci lo squilibrio energetico in modo che si avviano risposte autonome e soggettive di auto guarigione. Naturalmente questo deve essere affiancato da un lavoro terapeutico verbale per l’elaborazione di problemi che affiorano alla coscienza attraverso il massaggio.

 Riguardo al termine “corpo” si intende la parte fisica dell’individuo composto dai vari organi, i quali possono subire delle alterazioni e parliamo di malattia, capace di ridurre, modificare negativamente o persino eliminare le funzionalità normali del corpo.  La malattia può essere potenzialmente reversibile attraverso l’applicazione di una terapia; che ripristina le funzionalità dell’organismo. Ma se la sofferenza si espande anche a livello emotivo/psicologico o se sono i disagi emotivi che fanno scaturire una sofferenza fisica allora parliamo di psicosomatica.

 

Cosa intendo per concetto di “parola”  non è solamente un termine ma in ambito di counseling s’intende l’aspetto verbale di esprimere, di dare un senso a disagi, blocchi che in certe situazioni avvengono nella vita di ognuno di noi; sono le emozioni. Il sapere riconoscere ed esprimere le emozioni è un passo molto in avanti di un processo di cambiamento.

Ma cos’è un disagio? Può essere un dolore fisico, oppure un’emozione che non ti lascia dormire sereno, o un pensiero che ti attraversa la mente nei momenti meno opportuni, impedendoti di essere sempre presente a te, o, ancora, un momento di passaggio, un distacco vissuto con dolore, una difficoltà alla quale non sei ancora riuscito a trovare rimedio; un esaurimento, un momento di depressione, un po’ di paura di fronte alla vita. Niente di più ordinario: noi tutti abbiamo vissuto momenti di disagio e chi non li ha vissuti li vivrà in quanto in ogni tempo e luogo il percorso di vita è lastricato di disagi. E’ impossibile esserne immuni, ma non si devono vedere come un nemico solo da sconfiggere, anzi spesso solo dolorosi in primo momento, ma poi quando abbiamo capito come affrontarli, e quale significato dare quando si mostrano, rappresentano una fonte di crescita.

Allora se si tratta di un sintomo fisico lo si addormenta per non doverlo più sentire, e se il disagio è di tipo emotivo lo si minimizza o se ne diventa schiavi impotenti, se è qualcosa che sconvolge l’organizzazione della nostra vita lo si ignora oppure lo si affronta con rabbia ed aggressività….. senza mai starlo ad ascoltare.

 Cos’è l’emozione? In senso letterale “ogni agitazione o turbamento della mente, sentimento, passione, ogni stato mentale violento o eccitato” più in generale l’emozione è una reazione affettiva intensa con insorgenza acuta e di breve durata, determinata da uno stimolo ambientale. La sua comparsa provoca una modificazione a tre livelli:

-          VEGETATIVO: la respirazione, la pressione arteriosa, il battito cardiaco, la circolazione, le secrezioni ormonali, la digestione;

-          SOMATICO: le espressioni facciali, la postura, il tono della voce e le reazioni (come attacco e fuga);

-          PSICHICO: sensazione oggettiva, alterazione del controllo di sé e delle proprie abilità cognitive.

E’ di fondamentale importanza, considerati tutti i livelli sopradescritti, il modo in cui ogni evento viene interpretato, e conseguentemente porterebbe ed implicherebbe forte reazioni a tutti gli apparati del’organismo.

Da qui si noti la notevole importanza di dare il giusto significato ad ogni emozione che si presenta nell’individuo, inteso come interpretazione né assolutizzante né sminuente di ciò che prova la persona, ma andare a collocare nel giusto posto in base al vissuto dello stesso.

Quindi vi è il passaggio da un’espressione (gesti e comunicazione non verbale), al riconoscimento dell’emozione, alla comprensione (dei propri stati emotivi e altrui) e la regolazione  (ossia fronteggiare le emozioni positive/negative o le situazioni che le suscitano).

Nell’unione di queste due entità corpo=massaggio e parola=relazione d’aiuto si porta l’individuo all’integrazione dell’esperienza partendo dal respiro che rienergizza il corpo e che genera un contatto, attraverso il sentire, di appartenere a quel corpo quindi nella comunicazione verbale si esprime l’emozione che si sente nel corpo per elaborarla insieme all’individuo che inizia a dar voce alla vita.

Non so se senza l’esperienza diretta ci si può rendere consapevoli, solo nella lettura, di ciò che significa questa integrazione dell’esperienza: è il sentire che il corpo e la mente non sono staccati ma sono un unicum indivisibile.  Naturalmente anche per me è stato un percorso che è iniziato partendo solo dall’elaborazione del disagio attraverso la parola, dove per parola intendo non l’aspetto cognitivo che porta a far sì che si riesce a dare ad ogni domanda una risposta logica e ben specifica, ma il scendere dalla mente fino al cuore sede delle emozioni, perché sono solo queste che ci fanno dubitare qualche volta delle affermazioni logiche/mentali. Il disagio lo si sente a livello emotivo poi si passa piano piano a dare un nome al tipo di emozione; e quindi se riesco a “sentire” poi sento anche come il corpo ci parla di quell’emozione.

Nella mia esperienza ho avuto molti colloqui con persone che non riuscivano a dare un nome all’emozione che provavano, in quanto riconoscendola poi si doveva  esplorarla per capire la natura del disagio, ma è qui che vi è il blocco: “io voglio risolvere, ho meglio devo risolvere il problema, ma ho paura di farci i conti”; nel senso che l’individuo nel bene e nel male si abitua ai suoi malesseri fisici od emotivi, ma anche se vuole cambiare poi è bloccato dalla paura del cambiamento stesso, in quanto non sa cosa ci sarà dietro l’angolo; ma potrebbe esserci una bella rinascita non solo situazioni spiacevoli……….è il passaggio nel prendersi la responsabilità del cambiamento che blocca molti percorsi di crescita.

 Non è importante se si parte dal massaggio per arrivare alla parola o  dalla parola per arrivare al massaggio, è la centralità della persona che conta, il seguire i suoi ritmi, non avere fretta di dare un senso a tutto il percorso, ma constatare di volta in volta le evoluzioni che sono avvenute, l’operatore non è spettatore di un “evento”, ma partecipa attivamente con la persona aiutandola nel proprio cambiamento o potremmo chiamarlo “risveglio”.

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